Interessante ricerca quella condotta dalla Nokia recentemente (sappiatelo, l’azienda ha al suo interno un antropologo preposto a questo),  sull’utilizzo delle nuove tecnologie di comunicazione.

Ebbene, riassumendo in parole povere, risulta quello che sostengo da tempo, ovvero un uso (o approccio) divergente alla comunicazione. Bando alla convergenza tradizionale (unico apparecchio che fa tutto).

Diversi apparecchi con diverse “personalità” e diverse filosofie:

1. Telefonia fissa – è il canale collettivo delle famiglie. Le telefonate sono pubbliche perchè attengono ad affari condivisi;

2. telefonia mobile – gestisce la vita privata, gli imprevisti e gli eventi dell’ultimo minuto, i viaggi

3. E-mail – è il mezzo degli affari, della vita lavorativa o preposto allo scambio di foto, video, musica.

4. Messaggeria istantanea (msn e simili) – è il canale always on, sempre aperto. Consente di comunicare sullo sfondo di altre attività.

Fin qui niente di nuovo, lo sperimentiamo tutti i giorni.

Quello che colpisce è quanto emerge circa la comunicazione scritta. L’avvento di pacchetti flat comprensivi di telefonate illimitate nonne fa crescere il volume in maniera significativa.

In effetti, è prevedibile. Ritorna una forma di comunicazione asincrona (quindi con scritto prevalente sul parlato. Ovvero più sms, mms ed email e chat rispetto alle telefonate) rispetto a quella puramente sincrona.

Ma non per preferenze stilistiche o (forse) ritorno in auge della piuma d’oca.

Semplicemente, vogliamo fare più cose contemporaneamente, e quei pezzetti di plastica nera (leggi tasti) ci consentono di farlo.

Meditiamo.


L’altro ieri ho avuto il privilegio di assistere al conferimento della laurea honoris causa della Sapienza ad Elihu Katz, tra i più grandi ed influenti studiosi americani dei media.

 La sua lectio magistralis era intitolata “Una interpretazione degli effetti mediali” ed ha riassunto alcuni approcci di studi studio dei media, ponendo stimolanti domande sulla possibilità di riassumere gli effetti di 60 anni di tv.

Cosa,ovviamente, impossibile da fare qui in poche righe.

Splendido, comunque, il passaggio sull’ammissione che, in fondo, i media non sono poi così influenti, così onnipotenti. La società di massa non è più composta da pecoroni indifesi e deboli ne confronti dei manipolatori di idee;  la presenza di “social network” sarebbe oggi, in un certo senso, causa ed effetto del condizionamento dei media da vincoli socio-strutturali.

Ed accennando a questo ha fatto riferimento ad una delle note teorie del suo maestro, Lazarsfeld (il cd “flusso di comunicazione a due fasi”), secondo le quali esiste un filtro arbitrario ai messaggi dei media.

Traslando “ai nostri fini” questa teoria, direi che noi stessi blogger, condomini della blogosfera partecipiamo a questo flusso di comunicazioni, passando messaggi di altri alle nostre reti sociali.

Sarà vero? Secondo me sì. Io, intanto….vi passo il messaggio.

Antonio


Nel suo caratteristico stile asciutto e “to the point”, il noto giornalista  Sergio Lepri scrive: “Internet è una metafora del mondo e come il mondo è il bene e il male”.

Frase trita e ritrita, spesso abusata, fraintesa e leggibile in tutte le direzioni (anche da sotto e da sopra). Ma esemplare nella sua semplicità. Difficile non aver sperimentato in prima persona la sua veridicità. In Internet c’è tutto, etc etc.

Restiamo coi piedi per terra, però, ed agganciamola alla comunicazione massmediatica. Mario Perniola, nel suo “Contro la comunicazione”, ne scrive in quanto opposto della conoscenza (bene vs male; comunicazione vs conoscenza, N.D.A.)… “La comunicazione (…) è nemica delle idee perchè le è essenziale dissolvere tutti i contenuti. L’alternativa è un modo di fare basato su memoria e immaginazione, su un disinteresse interessato che non fugge il mondo ma lo muove“.

Nel suo rivolgeersi direttamente al pubblico, saltando così tutte le mediazioni (cfr i blog) la comunicazione ha un’apparenza democratica, ma è in realtà una forzatura che omologa ogni differenza.

Oddio, tanto accomodante il primo giudizio (Lepri) quanto tranchant e manicheo il secondo (Perniola).

Sì, è vero, Internet è una metafora del mondo reale: è anche Lepri e Perniola.


Commentando il bel volume curato da Luigi Paganetto, “Authorities, Imparzialità ed Indipendenza” (ed. Donzelli), Massimo Lo Cicero scrive sul Riformista di oggi:

“(…)emerge la natura indiretta e riflessa del valore delle informazioni e la difficoltà di conciliare regolazione e negoziazione del loro trasferimento. (…)

Ogni strumento si adatta alla natura dello scopo da servire: la lama di una spada può essere un aratro durante la pace. E la rete, che è una astrazione cognitiva, diventa diversa e specifica se serve per distribuire acqua, o energia, oppure serve per scambiare in remoto servizi alle persone ed alle imprese(…).

Mi chiedo: che valore ha un blog? E’ anche questa un’astrazione cognitiva? “Diventa” a seconda del contenuto che veicola?

Interrogativi per un fine settimana uggioso.

Antonio


L’amico Nicola Mattina pubblica sul suo blog il video dell’evento sociale Girl Geek Dinner. Lo ripropongo anche qui perchè – oltre che rispondere ad un auspicio di Nicola – ritengo confermata ancora una volta la tendenza rosa della blogosfera. Mi capita sempre più spesso, ultimamente, di interfacciarmi con blog al femminile e devo dire che dimostrano una capacità di gestione del meme differente rispetto noi maschietti.

Nell’ambiente professionale che frequento le donne ingegneri sono in gamba; nei discorsi che ascolto idem; anche nell’ingegneria “memetica” praticata online?

Mi sa proprio di sì…

Nicola Mattina Web Show #7: Girl Geek Dinner on Vimeo

CHAT DA….SOLO?

L’instant messaging è sempre più mobile, nomadico, e quant’altro. Vero.

La propensione ad intrattenere chiaccherate con estemporanei – e meteorici – partner aumenta. Vero.

Ma questa poi…

A Vancouver, Toronto e in altre città canadesi, il provider SOLO ha installato dei grandi cartelloni pubblicitari interattivi in diverse fermate di bus che danno la possibilità di chattare (attaccati al cartellone come dei gechi) con estranei in altre fermate del bus. Distanti anche centinaia di km.

Da noi – visti i tempi di attesa dei mezzi pubblici – le chiaccherate potrebbero essere piuttosto lunghe…

solo-billboard.jpg


Il peer-to-peer è condivisione. Ok, porta sfondata. Ma è, sostanzialmente, condivisione di beni più o meno materiali (anche se intangibili, scusate il cyber-ossimoro).

Tolta la blogosfera, esiste – e se no, funzionerebbe? – una rete P2P per le idee? Ultimamente ho appreso con grande piacere dei tentativi del mondo della ricerca di emulare youtube & co per la condivisione delle evidenze empiriche degli esperimenti. Ma le idee?

Non sarebbe comodo cercare puri, semplici, facili – e soprattutto gratuite – idee?

A


18apr07

Fat Duck

- L’ANGOLO DEL GADGET -

Anche questa è  convergenza. Musica, Video, Dati….e Cibo!

Lo chef del Fat Duck, noto ristorante inglese, ha introdotto nel menù un’intensa, e sonora, esperienza gastronomica. Un piatto, il Sound of the Sevean Seas, a base di alghe commestibili e frutti di mare, completo di iPod per ascoltare il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli.

Pare che, supportato da una ricerca oxfordiana in tal senso, il gusto sia esaltato dagli stimoli sonori.

W l’iPod, w la musica, w la convergenza, w il cibo.

Ma mi sorge un dubbio. Secoli orsono, l’uso di salse nel cibo nacque dall’esigenza di garantire l’omogeneità di sapori per i reali e cortigiani di Versailles fisicamente lontani dai centri di approviggionamento di cibo fresco. La mayonnese quindi copriva il sapore del cibo avariato. Una distrazione.

Succederà lo stesso con la musica?

Che canzone consigliate su una matriciana scotta?

AA


Cosa è successo negli ultimi giorni?

Da un lato, Vint Cerf ha colpito ancora. Il Governo Usa ha, infatti, annunciato l’avvio di un programma che permetterà di portare la comunicazione web nello spazio consentendo comunicazioni ancora più veloci con router terrestri (applicazioni militari si intende) e tra future basi spaziali (incontrai Cerf qualche anno fa e mi disse che stava cominciando a dedicare un giorno a settimana, nel tempo libero, ad un nuovo “progetto divertente”…).

Dall’altro, Il sito che svergogna pubblicamente ex mariti e fidanzati (Don’t Date Him Girls) supera una battaglia legale e prosegue nei suoi progetti di espansione. Esporre alla cybergogna il proprio partner (asseritamente fedifrago è lecito).

Viene alla mente che i processi di intelligenza collettiva tipici delle cyber-reti sociali potrebbero essere traslati anche nello spazio molto presto. A quando il primo blog dalla Stazione spaziale internazionale?

Scherzi a parte,  il fenomeno del sito Don’t Date Him Girls dimostra ancora una volta la spiccata propensione delle donne ad adottare i nuovi strumenti comunicativi (blog, social network) per socializzare in maniera più efficiente rispetto agli uomini.

Anche nella blogosfera si conferma invece la predisposizione maschile al visuale. Non per niente You Tube sembra essere ancora stanza di giochi prettamente maschili.


Avvio questo blog dopo una stimolante discussione con alcuni tra i più lucidi osservatori dei “fatti di casa nostra”, ovvero della blogosfera. Si tratta di Luca De Biase e Nicola Mattina.  Giornalista uno, imprenditore l’altro. Percorsi diversi che hanno percorso le strade del cyberspazio raccogliendo spunti di riflessione sempre stimolanti.

 Bene, avvio anch’io un piccolo spazio di discussione sperando che, piano piano, diventi un nodo nella blogosfera – degno di essere visitato almeno una volta nella vita! ;-)

 Benvenuti, “convergano” qui – per un attimo – i saluti.

Antonio Amendola




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